Catanzaro: ancora una volta la delusione

Vorrei ricordare prima di dire qualsiasi cosa che sono Calabrese, nata e vissuta a Catanzaro per venticinque anni della mia vita.
Catanzaro è la mia città.
Ma la vergogna è proprio dietro la porta.
Mi sono ritrovata a dover andare al pronto soccorso dell’ospedale Pugliese di Catanzaro , per un malore che si protraeva da troppo tempo ormai e ovviamente mi sono spaventata.
Alle 14.00 siamo arrivati al pronto soccorso, ho fatto la fila all’accettazione o al triage, come loro preferiscono chiamarlo e mi sono messa ad attendere.
Alle 16.40 entro mi dicono che ho una costola rotta…. Com’è possibile? Non sono caduta. Mi parlano allora di probabile pleurite e mi mandano a fare una radiografia. Bene prendo il mio foglietto vado a fare la mia radiografia, me la refertano e torno indietro.
Consegno la mia radiografia ad un improbabile infermiera, che mi chiede cosa deve farne? E vuoi che lo sappia io? Me l’avete chiesto voi di tornare qua! Comunque alle 19.00 mi fanno entrare per farmi la puntura e mi rimandano a casa.
Brevemente vi ho raccontato questa cosa perché quello da raccontare è altro.
In queste ore al pronto soccorso, quello nuovo di Catanzaro, quello per cui sono stati spesi milioni di euro dei contribuenti è successo di tutto.
La gente continuava ad arrivare e dentro c’erano solo due medici…. A ridosso di ferragosto? Ma siete impazziti?
Le due barbie al triage, continuavano a dare a tutti quelli che arrivavano il codice verde.
Una ragazza con embolia polmonare, e quindi a rischio trombo: codice verde.

Un signore venuto con un dolore al petto: codice verde. Peccato che mentre era seduto da due ore ad attendere ha avuto un ictus sulla sedia e abbiamo dovuto sollecitare noi alla barbie al triage, che continuava a spiegarci che sapeva quello che faceva perché aveva studiato, ma peccato che noi senza laurea in medicina ci siamo accorti che quello stava avendo un ictus e lei no!

Un signore che è arrivato segnalando di aver battuto la testa dopo una caduta: codice verde. Peccato che segnalasse continui giramenti di testa, senso di nausea e una chiazza rossa in testa che si allargava a vista d’occhio. Solo quando c’è stata l’ennesima rivolta il ragazzo è riuscito ad entrare.
In tutto questo trambusto la polizia è stata chiamata per intervenire più volte ma non si è mai presentata.
Tralasciando la riservatezza e la privacy, che data la situazione era veramente una cosa da ultima ruota del carro tutto ciò è stato vergognoso.
Una struttura da pronto soccorso eccezionale, mal funzionate e dotata di personale che oltre alla maleducazione ha dimostrato un assoluta incapacità lavorativa non riuscendo a capire le reali condizioni dei pazienti.
La vergogna nell’assistere alle solite scene in cui il furbo di turno chiamava l’amico e si faceva accompagnare dentro, scavalcando nella fila gente che ne aveva realmente bisogno.
Questa assoluta necessità di assegnare il codice verde era solo per avere più soldi dal pagamento del ticket? Dove mai si è vista questa cosa orripilante e priva di senso civico.
Non basta studiare medicina per essere dei medici, ci vuole una gran dose di pazienza e di ascolto, perché se un paziente ti dice che ha un dolore al petto, non pensi subito ad un indigestione, ma la prima cosa che dovrebbe venirti in mente è un infarto.
Con profondo dolore e profondo rammarico scrivo queste cose, perché la vergogna in tutto questo schifo è anche la mia. Mia che sono catanzarese, e mi vergogno nell’anima di vedere che queste cose succedono ancora.
Non basta costruire centri commerciali e rotonde stradali, finché la testa dei catanzaresi non cambierà nulla potrà essere fatto.

Catanzaro: ancora una volta la delusioneultima modifica: 2009-08-14T18:36:55+02:00da raffaela075
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